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La preghiera monastica ha oggi in primo luogo un “valore apologetico”, o, come anche si usa dire, “profetico”. Oggi ciò che fa più impressione nel mondo moderno è la crisi della fede. Ebbene, la preghiera monastica, come la volle san Benedetto e come in seguito venne praticata dalle varie spiritualità, è come un segno luminoso nella notte, un’oasi nel deserto delle delusioni e delle insoddisfazioni, un vascello stabile e sicuro tra le onde tempestose dei sentimenti e delle passioni. (San Giovanni Paolo II, dal Discorso alle abbadesse benedettine del 22 maggio 1980, grassetto nostro)

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E’ il 6 ottobre 1995, festa di san Bruno, fondatore dei Certosini. Il regnante Pontefice, Giovanni Paolo II, è impegnato in un viaggio Apostolico negli Stati Uniti d’America. Nelle campagne dell’Italia centrale comincia oramai ad avvertirsi un po’ d’autunno: non fa caldissimo e il cielo non è così terso. Un treno sferraglia in direzione di Napoli, dopo essere partito da Roma qualche tempo prima. Agli occhi dei passeggeri si offrono le terre del Latium antico, dell’ager Campanus: sono cariche di memorie, di suggestioni, di sapori. Ecco i verdi colli Albani, i vigneti del pregiato Falerno, le antiche rocche medievali. Su quel treno siede un personaggio un po’ diverso dagli altri. E’ nato quarant’anni prima proprio in quello Stato che il Papa sta, in quei giorni, percorrendo.
E’, dicevamo, un tipo di quelli che si incontrano di rado: è, infatti, un monaco benedettino, padre Cassian Folsom. Nel 1979 era diventato figlio di san Benedetto presso l’arciabbazia di san Meinrado. Ordinato sacerdote, aveva compiuto studi liturgici presso sant’Anselmo a Roma; ed evidentemente con profitto, tanto da essere divenuto, nel 1992, presidente del Pontificio Istituto Liturgico. Quel giorno, che non sembrava poi dovesse essere diverso dagli altri, si rivela invece per lui decisivo. Proprio in un luogo e in momenti così particolari, ha un’ispirazione particolare: fondare un nuovo monastero. Ma non solamente questo: la nuova fondazione, infatti, dovrà concretizzare la aspirazioni di autentico rinnovamento della vita religiosa.

Padre Cassian assieme all’allora cardinal Joseph Ratzinger

Era, quello, un obiettivo di lunga data presso i benedettini: quante riforme, quanti aneliti a ripristinare l’ardore cristiano primitivo! E padre Cassian comincia allora a redigere quello che sarà quasi un manifesto delle sue idee: il culto divino come mezzo per ridare dignità all’uomo; il dono radicale di sé a Cristo nella via di san Benedetto; la vita comune dei monaci modellata sull’esempio degli Apostoli (un cuor solo e un’anima sola: cfr. At 4,32). Quel progetto non rimarrà inattivo: come un germoglio crescerà pian piano e, da allora, ha portato alla nascita e allo sviluppo della comunità monastica dei benedettini di Norcia (dei quali questo blog ha già avuto modo di parlare: qui, qui, qui e, un po’ di striscio, qui).
Segnaliamo ancora una volta il loro sito (http://osbnorcia.org), dal quale abbiamo tratto molte preziose informazioni per quest’articolo; e anche il sito della loro recente iniziativa, cioè la produzione in proprio della birra Nursia (http://birranursia.com/). Soprattutto, ci teniamo a consigliare la lettura di questa pagina, dove si trova il manifesto completo riportante le idee centrali che ispirano il loro monastero. Non fatichiamo a lodarlo, perché ci sembra permeato da spirito autenticamente cattolico.
Concludiamo augurando sinceramente ai monaci che il Signore voglia sostenerli nel loro cammino di santificazione (ed anche che garantisca una pronta e completa guarigione a padre Cassian, colpito alcuni mesi fa da grave malattia).

Alcuni dei monaci nursini

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