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Posts Tagged ‘Eucarestia’

[…] è importante che una conoscenza più approfondita del mistero del Corpo e del Sangue del Signore sia avvertita come un’esigenza […]. Al tempo stesso, nello spirito missionario che vogliamo alimentare, è necessario che si diffonda l’impegno di annunciare tale fede eucaristica, perché ogni uomo incontri Gesù Cristo che ci ha rivelato il Dio “vicino”, amico dell’umanità, e di testimoniarla con una eloquente vita di carità. (Benedetto XVI, dal Discorso al convegno ecclesiale romano, 15 giugno 2010)

Pope Benedict XVI holds the monstrance as he leads a vesper mass to mark the presentation of the Lord feast in Saint Peter's Basilica at the Vatican

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Come abbiamo ricordato qualche giorno fa, di questi tempi, mezzo secolo fa, veniva eletto al soglio petrino il ven. Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini (1897-1978), Papa dal 1963 al 1978, in anni spesso difficili e turbolenti. Oggi è l’anniversario – il cinquantesimo – della sua incoronazione. Sì, parliamo proprio di incoronazione, perché così si chiamava quel suggestivo rito col quale, tra le altre cose, si imponeva al neo-eletto Pontefice la tiara (ecco una foto di quella, di foggia moderna, che fu donata dai fedeli milanesi a Paolo VI). Fu l’ultima volta, quel 30 giugno 1963, in cui la Chiesa vide quel genere di cerimonia: a partire dal successore, Giovanni Paolo I, i Papi preferiranno parlare di “Messa per l’inizio del ministero petrino” e rinunceranno all’uso della tiara.

IncoronazionePaoloVI
Detto questo, proponiamo qualche estratto dall’omelia di cinquant’anni fa di papa Montini: si trattava di un testo in parte in latino e in parte in altre lingue moderne, che si può trovare in AAS 55 [1963], pp. 618-625. Questi estratti sono tratti dalla parte italiana dell’omelia pontificia.

Noi sappiamo di salire sulla Cattedra di San Pietro e di assumere un ufficio altissimo e formidabile […] è al cospetto di tutta la Chiesa che Noi, tremanti e fidenti, accettiamo le chiavi del regno dei cieli, pesanti e potenti, salutari e misteriose, che Cristo ha confidate al Pescatore di Galilea, fatto Principe degli Apostoli, e che sono ora a Noi tramandate. […] Questo rito parla con voce clamorosa dell’autorità conferita a Pietro e quindi a chi gli è successore. Noi sappiamo che questa autorità, tanto da Noi stessi temuta e venerata, Ci investe, e Ci rende Maestro e Pastore, con somma pienezza, della Chiesa romana e della Chiesa universali. Urbi et Orbi irradia ora il Nostro divino mandato. Ma appunto perché siamo sollevati alla sommità della scala gerarchica della potestà, che opera nella Chiesa militante, Ci sentiamo nello stesso tempo posti nell’infimo ufficio di servo dei servi di Dio. L’autorità e la responsabilità sono così meravigliosamente congiunte, la dignità con l’umiltà, il diritto col dovere, la potestà con l’amore. […] Perciò noi abbiamo coscienza in questo momento, di assumere un impegno, sacro, solenne e gravissimo: quello di continuare nel tempo e di dilatare sulla terra la missione di Cristo. […] Noi riprenderemo con somma riverenza l’opera dei Nostri Predecessori: difenderemo la santa Chiesa dagli errori di dottrina e di costume, che dentro e fuori dei suoi confini ne minacciano la integrità e ne velano la bellezza; Noi cercheremo di conservare e di accrescere la virtù pastorale della Chiesa, che la presenta, libera e povera, nell’atteggiamento che le è proprio di madre e di maestra, amorosissima ai figli fedeli, rispettosa, comprensiva, paziente, ma cordialmente invitante a quelli che ancora tali non sono. Riprenderemo, come già annunciato, la celebrazione del Concilio ecumenico […] E avremo in una parola, con l’aiuto di Dio, cuore per tutti […]

Ed ecco un cinegiornale (settimana Incom) dell’epoca, in cui potrete vedere qualche spezzone della cerimonia di incoronazione e sentire la viva voce di Paolo VI

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Quando, per la prima volta, Gesù annuncia questo cibo [l’Eucarestia], suscita lo stupore dei suoi ascoltatori, che non giungono a recepire un progetto divino così alto. Gesù perciò sottolinea vigorosamente la verità oggettiva delle sue parole, affermando la necessità del pasto eucaristico: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita” (Gv 6, 53). Non si tratta di un pasto puramente spirituale, in cui le espressioni “mangiare la carne” del Cristo e “bere il suo sangue”, rivestirebbero un senso metaforico. È un vero pasto, come Gesù precisa con forza: “La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda” (Gv 6, 55). (beato Giovanni Paolo II, dall’Udienza generale dell’8 giugno 1983)

GiovanniPaoloII.1

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Così, nella consacrazione del pane e del vino, il sacrificio redentore è reso presente. Con la mediazione del sacerdote, Cristo si offre in modo misterioso, presentando al Padre il dono della propria vita, fatto a suo tempo sulla Croce. Nell’Eucaristia non c’è solo un ricordo del sacrificio offerto una volta per tutte sul Calvario. Quel sacrificio ritorna attuale rinnovandosi sacramentalmente in ogni comunità che lo offre per mano del Ministro consacrato. (beato Giovanni Paolo II, dall’Udienza Generale del 1° giugno 1983)

GiovanniPaoloIIEucarestia

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Chiunque dimora spesso e lungamente prostrato ai piedi dell’Ostia, comprende la lezione del pane eucaristico e prova il bisogno imperioso di metterla in pratica, di obliare completamente sè stesso, di donarsi agli altri senza limite. Da questo appunto tutti riconosceranno che siete discepoli di Cristo (cfr. Gv. 13, 35), veri adoratori in spirito e in verità, che glorificano il Padre, imitando il Figlio. (Ven. Pio XII, dal Discorso del 31 maggio 1953 ai sacerdoti adoratori e ai sodalizi dell’adorazione notturna dell’Urbe)

PioXII.3

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Dissipare le nubi

[…] mentre il Redentore Nostro, nascosto sotto i veli Eucaristici, ma quasi visibile agli occhi della fede, trionfa con tanto splendore, supplici lo preghiamo insieme con voi che si degni col Suo aiuto divino promuovere, accrescere, confermare queste consolazioni che non mancano, questa speranza di tempi migliori che con la mente pregustiamo; e similmente, dissipate dal cielo le nubi che sembrano minacciare nuove tempeste, voglia con i celesti raggi della Sua luce e con i doni della Sua grazia rischiarare e sedare quell’oscuramento e perturbazione degli animi, da cui siamo tanto angustiati. (Pio XI, dal radiomessaggio Dum datur nobis, 29 maggio 1938)

PioXI.2

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Vita eucaristica

Quello che si fa, che si deve fare e fare bene, che si deve sopportare, soffrire, tutto può essere orientato verso la futura Comunione o tutto può rivolgersi verso di essa, come un ringraziamento continuato, obbiettivo, pratico. Se la Santa Comunione rappresenta un vertice nel quale si assommano il prima e il dopo, è possibile avere una vita eucaristica e un vero cammino verso la perfezione. (Giuseppe card. Siri, dalla Lettera Pastorale del 17 gennaio 1971)

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