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Posts Tagged ‘Epifania’

L’Epifania, si sa, tutte le feste si porta via. Ma per il momento è appena giunta, quest’anno come nei secoli passati, e ci comunica verità importanti per la nostra fede. “La Chiesa chiama questa festa “Epifania” – l’apparizione, la comparsa del Divino. Se guardiamo il fatto che, fin da quell’inizio, uomini di ogni provenienza, di tutti i Continenti, di tutte le diverse culture e tutti i diversi modi di pensiero e di vita sono stati e sono in cammino verso Cristo, possiamo dire veramente che questo pellegrinaggio e questo incontro con Dio nella figura del Bambino è un’Epifania della bontà di Dio e del suo amore per gli uomini (cfr Tt 3,4).” (Benedetto XVI, dall’Omelia del 6 gennaio 2013) “[…] festa della Epifania, cioè della manifestazione di Cristo all’umanità. Quanta luce contiene questo fatto, questo mistero! Il Nostro discorso non avrebbe fine, se Noi lasciassimo la Nostra parola seguire il filo interminabile dei pensieri […] Uno di questi pensieri, uno solo, a voi consegneremo […] Vi suggeriamo di considerare l’Epifania come la festa della vocazione dei Popoli, di tutti i Popoli, senza distinzione, alla medesima salvezza, alla medesima fortuna.” (Paolo VI, dall’Omelia del 6 gennaio 1967).
Ma passiamo al testo della colletta, nel consueto ordine (testo ufficiale latino, traduzione ufficiale italiana, nostro tentativo di traduzione letterale):

Deus, qui hodiérna die Unigénitum tuum géntibus stella duce revelásti, concéde propítius, ut, qui iam te ex fide cognóvimus, usque ad contemplándam spéciem tuæ celsitúdinis perducámur.

O Dio, che in questo giorno, con la guida della stella, hai rivelato alle genti il tuo unico Figlio, conduci benigno anche noi, che già ti abbiamo conosciuto per la fede, a contemplare la grandezza della tua gloria.

O Dio, che in questo giorno con la guida della stella hai rivelato alle genti il Tuo Unigenito, concedi propizio che (noi), che già ti abbiamo conosciuto per la fede, siamo condotti a contemplare lo splendore della Tua grandezza.

O Dio (Deus, vocativo singolare, da Deus, -i, “Dio”), che (qui, pronome relativo nominativo singolare che regge una relativa, “il quale, la quale”) nel giorno (die, ablativo singolare, da dies, -ei, “giorno”) odierno (hodiérna, ablativo singolare, da hodiernus, -a, -um, “odierno, attuale, presente”) con la guida (duce, ablativo singolare, da dux, ducis, “guida, capo”) della stella (stella, ablativo singolare, da stella, -ae, “stella, astro”) hai rivelato (revelásti, indicativo perfetto, da revelare, “rivelare, svelare, chiarire”) alle genti (géntibus, dativo plurale, da gens, -tis, “gente, stirpe, popolazione”) il Tuo (tuum, accusativo singolare, da tuus, tua, tuum, “tuo, tua”) Unigenito (Unigénitum, accusativo singolare, da Unigenitus, -i, “Unigenito”), concedi (concéde, imperativo presente singolare, da concedere, “concedere, accordare, permettere”) propizio (propítius, nominativo singolare, da propitius, -a, -um, “propizio”) che (ut, congiunzione che regge una subordinata sostantiva al congiuntivo, “che”) (noi) che (qui, pronome relativo nominativo singolare che regge una relativa, “il quale, la quale”) già (iam, avverbio, “già”) ti (te, accusativo singolare, da tu, tui, “tu”) abbiamo conosciuto (cognóvimus, indicativo perfetto, da cognoscere, “conoscere, discernere”) per (ex, preposizione che regge l’ablativo, “da, per”) la fede (fide, ablativo singolare, da fides, -ei, “fede”), siamo condotti (perducámur, congiuntivo presente passivo, da perducere, “condurre, portare”) a (usque ad, preposizioni che regge l’accusativo, “a”) contemplare (contemplándam, gerundivo accusativo, da contemplare, “contemplare, osservare”) lo splendore (spéciem, accusativo singolare, da species, -ei, “splendore”) della Tua (tuæ, genitivo singolare, da tuus, tua, tuum, “tuo, tua”) grandezza (celsitúdinis, genitivo singolare, da celsitudo, -inis, “grandezza”).
Di particolare abbiamo l’ablativo assoluto formato da due nomi (stella duce), piuttosto raro, e l’accusativo del gerundivo (ad contemplandam speciem) per esprimere una finale – questo decisamente più comune.
Riguardo invece al testo, cosa sottolineare? Sicuramente il riferimento, tanto caro alla devozione cristiana, della stella (Mt 2,2.7.9-10), tradizionalmente identificata con una cometa (anche se gli esegeti e gli studiosi di astronomia propendono ora per altre spiegazioni). Stella fisicamente presente, che guida i Magi; ma che spiritualmente possiamo intendere come una guida anche per noi. Si potrebbe forse dire che la stella che guida i nostri cuori sia lo Spirito Santo: il Paraclito sia sempre per noi un astro vivo che risplende nelle tenebre del nostro peccato e ci indica la strada da percorrere!
Vediamo poi come i Magi rappresentino tutte le genti, alle quali Cristo è oggi manifestato. Certo, non come si potrebbe immaginare la venuta del Figlio di Dio. Ci aspetteremmo un palazzo ricolmo di marmi e splendente d’oro con una regina in preziose vesti, ma troviamo invece una povera casa e una modesta ragazza ebrea che ci porge il Salvatore del mondo, re immortale dei secoli. Ma anche noi ripetiamo, coll’Adeste Fideles, “Venite, adoriamo!”.
Dopo aver messo in chiaro che noi cristiani abbiamo già potuto conoscere Cristo mediante la fede, la colletta prega il Signore che ci conceda di contemplare lo splendore della grandezza del Padre. Richiamo fondamentale, in un tempo in cui la contemplazione non sembra essere più così diffusa e catturare particolarmente il cuore dei fedeli. Giustamente ci si interessa ad un mondo migliore, all’amore dei fratelli: tutto bellissimo, ma non bisogna dimenticare di rivolgere lo sguardo verso Dio, perché se non fissiamo lo sguardo su di Lui, da dove trarremmo il nostro aiuto? Infatti, il nostro aiuto è nel nome del Signore, che ha fatto cielo e terra (Sal 123,8).

Epifania

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