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Posts Tagged ‘battesimo’

Riproponiamo ai nostri lettori alcune parti che ci sembrano particolarmente significative delle catechesi che il Santo Padre Francesco sta dedicando ai Sacramenti. Vediamo oggi qualche passo tratto dalle Udienze Generali dell’8 e 15 gennaio scorsi, dedicate entrambe al Battesimo.

Il Battesimo è il sacramento su cui si fonda la nostra stessa fede e che ci innesta come membra vive in Cristo e nella sua Chiesa. […]
non è una formalità! E’ un atto che tocca in profondità la nostra esistenza. Un bambino battezzato o un bambino non battezzato non è lo stesso. Non è lo stesso una persona battezzata o una persona non battezzata. […]
È importante conoscere il giorno nel quale io sono stato immerso proprio in quella corrente di salvezza di Gesù. […] cercate, domandate la data del Battesimo e così saprete bene il giorno tanto bello del Battesimo. Conoscere la data del nostro Battesimo è conoscere una data felice. Il rischio di non saperlo è di perdere la memoria di quello che il Signore ha fatto in noi, la memoria del dono che abbiamo ricevuto. Allora finiamo per considerarlo solo come un evento che è avvenuto nel passato — e neppure per volontà nostra, ma dei nostri genitori —, per cui non ha più nessuna incidenza sul presente. Dobbiamo risvegliare la memoria del nostro Battesimo. […]
È in forza del Battesimo, infatti, che, liberati dal peccato originale […]
Nessuno può battezzarsi da sé! Nessuno. Possiamo chiederlo, desiderarlo, ma abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci conferisca questo Sacramento nel nome del Signore. Perché il Battesimo è un dono che viene elargito in un contesto di sollecitudine e di condivisione fraterna. […]
[Il Battesimo] ci fa diventare membri del Corpo di Cristo e del Popolo di Dio […]
attraverso la rinascita dal fonte battesimale, si trasmette la grazia, e con questa grazia il Popolo cristiano cammina nel tempo […]
In virtù del Battesimo noi diventiamo discepoli missionari, chiamati a portare il Vangelo nel mondo […]
Esiste un legame indissolubile tra la dimensione mistica e quella missionaria della vocazione cristiana, entrambe radicate nel Battesimo. […]
Nessuno si salva da solo. Siamo comunità di credenti, siamo Popolo di Dio e in questa comunità sperimentiamo la bellezza di condividere l’esperienza di un amore che ci precede tutti, ma che nello stesso tempo ci chiede di essere “canali” della grazia gli uni per gli altri, malgrado i nostri limiti e i nostri peccati. […]

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Oramai il tempo di Natale si avvia alla conclusione. Con l’odierna domenica, nella quale la Santa Chiesa di Dio commemora il Battesimo del Signore Gesù nel fiume Giordano da parte di Giovanni il Battista, termina quel periodo dell’anno liturgico che, iniziato coi primi Vespri di Natale, ci ha invitato a meditare sul mistero del Verbo incarnato.
Oggi, dunque, terminiamo queste riflessioni – che però possono accompagnarci anche durante l’anno – sfiorando il mistero del Battesimo di Gesù. “Con questa domenica dopo l’Epifania si conclude il Tempo liturgico del Natale: tempo di luce, la luce di Cristo che, come nuovo sole apparso all’orizzonte dell’umanità, disperde le tenebre del male e dell’ignoranza. Celebriamo oggi la festa del Battesimo di Gesù: quel Bambino, figlio della Vergine, che abbiamo contemplato nel mistero della sua nascita, lo vediamo oggi adulto immergersi nelle acque del fiume Giordano, e santificare così tutte le acque e il cosmo intero – come evidenzia la tradizione orientale. Ma perché Gesù, in cui non c’era ombra di peccato, andò a farsi battezzare da Giovanni? Perché volle compiere quel gesto di penitenza e conversione, insieme con tante persone che così volevano prepararsi alla venuta del Messia? Quel gesto – che segna l’inizio della vita pubblica di Cristo – si pone nella stessa linea dell’Incarnazione, della discesa di Dio dal più alto dei cieli all’abisso degli inferi. Il senso di questo movimento di abbassamento divino si riassume in un’unica parola: amore, che è il nome stesso di Dio. Scrive l’apostolo Giovanni: «In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui», e lo ha mandato «come vittima di espiazione per i nostri peccati» (1 Gv 4,9-10). Ecco perché il primo atto pubblico di Gesù fu ricevere il battesimo di Giovanni, il quale, vedendolo arrivare, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo» (Gv 1,29).” (Benedetto XVI, dall’Angelus del 13 gennaio 2013).
Ma vediamo la colletta di oggi, come al solito nei tre testi (ufficiale latino, traduzione ufficiale italiana, nostro tentativo di traduzione letterale). Il Missale Romanum 2002 prevede due possibili collette: abbiamo scelto la prima.

Omnípotens sempitérne Deus, qui Christum, in Iordáne flúmine baptizátum, Spíritu Sancto super eum descendénte, diléctum Fílium tuum sollémniter declarásti, concéde fíliis adoptiónis tuæ, ex aqua et Spíritu Sancto renátis, ut in beneplácito tuo iúgiter persevérent.

Padre onnipotente ed eterno, che dopo il battesimo nel fiume Giordano proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio, mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito, di vivere sempre nel tuo amore.

O Dio onnipotente ed eterno, che hai proclamato solennemente il Cristo Tuo diletto Figlio, battezzato nel fiume Giordano, mentre lo Spirito Santo discendeva su di Lui, concedi ai figli della Tua adozione, rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo, di perseverare sempre nel Tuo beneplacito.

O Dio (Deus, vocativo singolare, da Deus, -i, “Dio”) onnipotente (omnípotens, vocativo singolare, da omnipotens, “onnipotente”) ed eterno (sempitérne, vocativo singolare, da sempiternus, -a, -um, “eterno”), che (qui, pronome relativo nominativo singolare che regge una subordinata relativa, “il quale, la quale”) hai proclamato (declarásti, indicativo perfetto, da declarare, “annunciare, proclamare, manifestare”) solennemente (sollémniter, avverbio, “solennemente”) il Cristo (Christum, accusativo singolare, da Christus, -i, “Cristo) Tuo (tuum, accusativo singolare, da tuus, tua, tuum, “tuo, tua”) diletto (diléctum, accusativo singolare, da dilectus, -a, -um, “diletto, amato, caro”) Figlio (Fílium, accusativo singolare, da filius, -i, “figlio”), battezzato (baptizátum, accusativo singolare, da baptizatus, -a, -um, “battezzato, battezzata”) nel (in, preposizione che qui indica stato in luogo e quindi regge un ablativo, “in”) fiume (flúmine, ablativo singolare, da flumen, -is, “fiume”) Giordano (Iordáne, ablativo singolare, da Iordanes, -is, “Giordano”), discendente (descendénte, participio presente ablativo singolare, da descendere, “discendere”) su (super, preposizione che regge un accusativo, “su”) di Lui (eum, accusativo singolare, da is, ea, id, “lui, lei, esso”) lo Spirito (Spíritu, ablativo singolare, da spiritus, -us, “spirito”) Santo (Sancto, ablativo singolare, da sanctus, -a, -um, “santo”), concedi (concéde, imperativo presente singolare, da concedere, “concedere, permettere, accordare”) ai figli (fíliis, dativo plurale, da filius, -i, “figlio”) della Tua (tuæ, genitivo singolare, da tuus, tua, tuum, “tuo, tua”) adozione (adoptiónis, genitivo singolare, da adoptio, -onis, “adozione”), rinati (renátis, dativo plurale, da renatus, -a, -um, “rinato, rinata”) dalla (ex, preposizione che regge un ablativo, “da”) acqua (aqua, ablativo singolare, da aqua, -ae, “acqua”) e (et, congiunzione coordinante, “e”) dallo Spirito (Spíritu, ablativo singolare, da spiritus, -us, “spirito”) Santo (Sancto, ablativo singolare, da sanctus, -a, -um, “santo, santa”), di (ut, congiunzione subordinante che regge una sostantiva al congiuntivo, “di”) perseverare (persevérent, congiuntivo presente, da perseverare, “perseverare”) sempre (iúgiter, avverbio, “sempre”) nel (in, preposizione che qui indica stato in luogo figurato e quindi regge un ablativo, “in”) Tuo (tuo, ablativo singolare, da tuus, tua, tuum, “tuo, tua”) beneplacito (beneplácito, ablativo singolare, da beneplacitum, -i, “beneplacito”).
Il testo, come forse alcuni lettori avranno intuito da alcuni indizi, non è tratto da antichi sacramentari né dal Missale Romanum 1962, ma è una composizione ex novo che si rifà quasi interamente alla Scrittura. La clausola iniziale è piuttosto classica, come abbiamo visto, per le collette del rito romano. Poi la subordinata relativa, nella quale si ricorda che il Padre proclamò in maniera solenne il Cristo Suo diletto Figlio dopo che questi era stato battezzato nel Giordano, fa evidentemente riferimento ai Vangeli. In essi infatti si parla di una voce dal Cielo che riconosce il Cristo come Figlio (cfr. Mt 3,17; Mc 1,11; Lc 3,22), come pure non si manca di affermare che lo Spirito Santo discese su di Lui in forma di colomba (cfr. Mt 3,16; Mc 1,10; Lc 3,22; Gv 1,32). A queste chiare reminescenze scritturali, segue l’invocazione, la richiesta: di concedere ai fedeli, che nel loro battesimo sono rinati dall’acqua e dallo Spirito, di perseverare sempre nell’amore di Dio.

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In questo momento vorrei estendere la mia preghiera e la mia benedizione a tutti i neonati; ma soprattutto invitare tutti a fare memoria del proprio Battesimo, di quella rinascita spirituale che ci ha aperto la via della vita eterna. Possa ogni cristiano, in quest’Anno della fede, riscoprire la bellezza di essere rinato dall’alto, dall’amore di Dio, e vivere come figlio di Dio. (Benedetto XVI, dall’Angelus del 13 gennaio 2013)

© Mazur/catholicnews.org.uk

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