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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Pope Francis blesses the crowd at the Christmas Eve Mass at St. Peter's Basilica, on Tuesday at the Vatican.“Oggi le Chiese e le Comunità ecclesiali in Europa si trovano ad affrontare sfide nuove e decisive, alle quali possono dare risposte efficaci solo parlando con una voce sola. Penso, per esempio, alla sfida posta da legislazioni che, in nome di un principio di tolleranza male interpretato, finiscono con l’impedire ai cittadini di esprimere liberamente e praticare in modo pacifico e legittimo le proprie convinzioni religiose

(Papa Francesco, 7 maggio 2015)

“La legislazione che protegge minuziosamente la libertà strangola le libertà” (Nicolás Gómez Dávila)

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Non ci sono altre due sostanze che, per diventare ciò che sono, debbano soffrire più del grano e dell’uva. L’uno passa atraverso il Getsemani di un mulino, l’altro attraverso il Calvario del torchio, prima che possano essere presentati all’Amato sull’altare”

(servo di Dio Fulton Sheen)

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Al termine della Celebrazione penitenziale del 13 marzo, nel II anniversario del suo Pontificato, il Santo Padre ha annunciato un giubileo straordinario – e straordinariamente necessario, in tempi dominati dalla perdita del senso del peccato e dalla difficoltà di trovare confessionali aperti. Poiché tra i mille motivi per cui è bello essere cattolici, c’è anche il fatto che la Chiesa ci offre di essere liberati dai nostri peccati, come affermava il grande (in tutti i sensi) convertito Gilbert Keith Chesterton. Un grande dono per tutti i frequentatori di confessionali, per chi invece li frequenta poco (ma fa sempre in tempo a tornare), e per chiunque voglia sperimentare l’ebbrezza di sentirsi rigenerato dalle parole: io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Cari fratelli e sorelle, ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia. E’ un cammino che inizia con una conversione spirituale; e dobbiamo fare questo cammino. Per questo ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della Misericordia. Lo vogliamo vivere alla luce della parola del Signore: “Siate misericordiosi come il Padre” (cfr Lc 6,36). E questo specialmente per i confessori! Tanta misericordia!

Questo Anno Santo inizierà nella prossima solennità dell’Immacolata Concezione e si concluderà il 20 novembre del 2016, Domenica di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo e volto vivo della misericordia del Padre. Affido l’organizzazione di questo Giubileo al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, perché possa animarlo come una nuova tappa del cammino della Chiesa nella sua missione di portare ad ogni persona il Vangelo della misericordia.

Sono convinto che tutta la Chiesa, che ha tanto bisogno di ricevere misericordia, perché siamo peccatori, potrà trovare in questo Giubileo la gioia per riscoprire e rendere feconda la misericordia di Dio, con la quale tutti siamo chiamati a dare consolazione ad ogni uomo e ad ogni donna del nostro tempo. Non dimentichiamo che Dio perdona tutto, e Dio perdonasempre. Non ci stanchiamo di chiedere perdono. Affidiamo fin d’ora questo Anno alla Madre della Misericordia, perché rivolga a noi il suo sguardo e vegli sul nostro cammino: il nostro cammino penitenziale, il nostro cammino con il cuore aperto, durante un anno, per ricevere l’indulgenza di Dio, per ricevere la misericordia di Dio.

Per leggere l’intera omelia del Santo Padre clicca qui

Pope Francis hears confession during penitential liturgy in St. Peter's Basilica at Vatican

“Sono nelle mani di Dio poiché sono nella mani della Chiesa” (Magdeleine Hutin)

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Oremus pro Pontifice

The Conclave Of Cardinals Have Elected A New Pope To Lead The World's Catholics

O Dio, che nel disegno della tua sapienza
hai edificato la tua Chiesa sulla roccia di Pietro,
capo del collegio apostolico,
guarda e sostieni il nostro papa Francesco:
tu che lo hai scelto come successore di Pietro,
fa’ che sia per il tuo popolo
principio e fondamento visibile
dell’unità della fede e della comunione nella carità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Amen

(Messa nell’anniversario dell’elezione del Papa – colletta)

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Due anni fa iniziava il primo di quei tredici giorni di sede vacante seguiti alla rinuncia al pontificato di Benedetto XVI. Molti furono scossi, altri addirittura si sentirono abbandonati. Chiediamoci piuttosto: e se lo avessimo abbandonato noi piuttosto, in quegli otto anni di pontificato segnati dalla croce? Se lo avessimo lasciato solo, accontentandoci persino noi cattolici delle caricature (il “panzerkardinal”, il “pastore tedesco”) offerte da qualche media laico, invece di provare ad ascoltarne direttamente gli insegnamenti? Ci saremmo accorti che dietro quella timidezza (che alcuni scambiavano ingiustamente per freddezza) si celavano una grande umiltà e un luminoso magistero che tuttora il suo successore ci invita a seguire. Il magistero infatti non scade al termine di un pontificato, semplicemente continua ad arricchirsi  ed approfondirsi con l’insegnamento dei vari pontefici che si succedono, parlando con l’unica voce di Pietro. Un po’ come – passateci l’esempio – un sito web che resta unico pur essendo composto da tante pagine che approfondiscono aspetti diversi – ma complementari.

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Lo ricordiamo con le stesse parole che Papa Francesco ha voluto dedicargli lo scorso ottobre in occasione dell’inaugurazione di un busto presso la Pontificia Accademia per le scienze:

“Questo busto di Benedetto XVI rievoca agli occhi di tutti la persona e il volto del caro Papa Ratzinger. Rievoca anche il suo spirito: quello dei suoi insegnamenti, dei suoi esempi, delle sue opere, della sua devozione alla Chiesa, della sua attuale vita “monastica”. Questo spirito, lungi dallo sgretolarsi con l’andare del tempo, apparirà di generazione in generazione sempre più grande e potente. Benedetto XVI: un grande Papa. Grande per la forza e penetrazione della sua intelligenza, grande per il suo rilevante contributo alla teologia, grande per il suo amore nei confronti della Chiesa e degli esseri umani, grande per la sua virtù e la sua religiosità. Come voi ben sapete, il suo amore per la verità non si limita alla teologia e alla filosofia, ma si apre alle scienze. Il suo amore per la scienza si riversa nella sollecitudine per gli scienziati, senza distinzione di razza, nazionalità, civiltà, religione; sollecitudine per l’Accademia, da quando san Giovanni Paolo II lo nominò membro. Egli ha saputo onorare l’Accademia con la sua presenza e con la sua parola, e ha nominato molti dei suoi membri, compreso l’attuale Presidente Werner Arber. Benedetto XVI invitò, per la prima volta, un Presidente di questa Accademia a partecipare al Sinodo sulla nuova evangelizzazione, consapevole dell’importanza della scienza nella cultura moderna. Certo di lui non si potrà mai dire che lo studio e la scienza abbiano inaridito la sua persona e il suo amore nei confronti di Dio e del prossimo, ma al contrario, che la scienza, la saggezza e la preghiera hanno dilatato il suo cuore e il suo spirito. Ringraziamo Dio per il dono che ha fatto alla Chiesa e al mondo con l’esistenza e il pontificato di Papa Benedetto.”

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“Il deserto è il luogo dove si può ascoltare la voce di Dio e la voce del tentatore. Nel rumore, nella confusione questo non si può fare; si sentono solo le voci superficiali. Invece nel deserto possiamo scendere in profondità, dove si gioca veramente il nostro destino, la vita o la morte” (Papa Francesco, Angelus della I domenica di Quaresima)

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Dalla Regola di S.Benedetto, cap. VI:

Facciamo come dice il profeta: “Ho detto: Custodirò le mie vie per non peccare con la lingua; ho posto un freno sulla mia bocca, non ho parlato, mi sono umiliato e ho taciuto anche su cose buone”. Se con queste parole egli dimostra che per amore del silenzio bisogna rinunciare anche ai discorsi buoni, quanto più è necessario troncare quelli sconvenienti in vista della pena riserbata al peccato! Dunque l’importanza del silenzio è tale che persino ai discepoli perfetti bisogna concedere raramente il permesso di parlare, sia pure di argomenti buoni, santi ed edificanti, perché sta scritto: “Nelle molte parole non eviterai il peccato” e altrove: “Morte e vita sono in potere della lingua”. Se infatti parlare e insegnare é compito del maestro, il dovere del discepolo è di tacere e ascoltare.

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Il vero aggiornamento

“Per rinnovare non è necessario contraddire, basta approfondire”
(Nicolás Gómez Dávila)

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“Attraverso il cammino perseverante nell’obbedienza, matura la sapienza personale e comunitaria, e così diventa possibile anche rapportare le regole ai tempi: il vero “aggiornamento”, infatti, è opera della sapienza, forgiata nella docilità e obbedienza. Il rinvigorimento e il rinnovamento della vita consacrata avvengono attraverso un amore grande alla regola, e anche attraverso la capacità di contemplare e ascoltare gli anziani della Congregazione. Così il “deposito”, il carisma di ogni famiglia religiosa viene custodito insieme dall’obbedienza e dalla saggezza. E, attraverso questo cammino, siamo preservati dal vivere la nostra consacrazione in maniera light, in maniera disincarnata, come fosse una gnosi, che ridurrebbe la vita religiosa ad una “caricatura”, una caricatura nella quale si attua una sequela senza rinuncia, una preghiera senza incontro, una vita fraterna senza comunione, un’obbedienza senza fiducia e una carità senza trascendenza”

(Papa Francesco, Omelia per la festa della Presentazione del Signore, 2 febbraio 2015)

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