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Archive for the ‘Benedetto XVI’ Category

[…] è importante che una conoscenza più approfondita del mistero del Corpo e del Sangue del Signore sia avvertita come un’esigenza […]. Al tempo stesso, nello spirito missionario che vogliamo alimentare, è necessario che si diffonda l’impegno di annunciare tale fede eucaristica, perché ogni uomo incontri Gesù Cristo che ci ha rivelato il Dio “vicino”, amico dell’umanità, e di testimoniarla con una eloquente vita di carità. (Benedetto XVI, dal Discorso al convegno ecclesiale romano, 15 giugno 2010)

Pope Benedict XVI holds the monstrance as he leads a vesper mass to mark the presentation of the Lord feast in Saint Peter's Basilica at the Vatican

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Maggio è un mese amato e giunge gradito per diversi aspetti. Nel nostro emisfero la primavera avanza con tante e colorate fioriture; il clima è favorevole alle passeggiate e alle escursioni. Per la Liturgia, maggio appartiene sempre al Tempo di Pasqua, il tempo dell’“alleluia”, dello svelarsi del mistero di Cristo nella luce della Risurrezione e della fede pasquale; ed è il tempo dell’attesa dello Spirito Santo, che scese con potenza sulla Chiesa nascente a Pentecoste. Ad entrambi questi contesti, quello “naturale” e quello liturgico, si intona bene la tradizione della Chiesa di dedicare il mese di maggio alla Vergine Maria. Ella, in effetti, è il fiore più bello sbocciato dalla creazione, la “rosa” apparsa nella pienezza del tempo, quando Dio, mandando il suo Figlio, ha donato al mondo una nuova primavera. Ed è al tempo stesso protagonista, umile e discreta, dei primi passi della Comunità cristiana: Maria ne è il cuore spirituale, perché la sua stessa presenza in mezzo ai discepoli è memoria vivente del Signore Gesù e pegno del dono del suo Spirito. (Benedetto XVI, dal Regina Caeli del 9 maggio 2010, grassetto nostro)

Lello-Madonna50

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Dieci anni fa si teneva la Santa Messa per l’inizio del ministero petrino di Benedetto XVI. In quell’occasione, Papa Ratzinger tenne un’omelia molto importante. Ne ripercorriamo assieme alcuni punti (il testo integrale potete trovarlo qui)(grassetto nostro):

[…] io debole servitore di Dio devo assumere questo compito inaudito, che realmente supera ogni capacità umana. […] non sono solo. Non devo portare da solo ciò che in realtà non potrei mai portare da solo. La schiera dei santi di Dio mi protegge, mi sostiene e mi porta. E la Vostra preghiera, cari amici, la Vostra indulgenza, il Vostro amore, la Vostra fede e la Vostra speranza mi accompagnano. […] Sì, la Chiesa è viva – questa è la meravigliosa esperienza di questi giorni. Proprio nei tristi giorni della malattia e della morte del Papa questo si è manifestato in modo meraviglioso ai nostri occhi: che la Chiesa è viva. E la Chiesa è giovane. Essa porta in sé il futuro del mondo e perciò mostra anche a ciascuno di noi la via verso il futuro. […] Il mio vero programma di governo è quello di non fare la mia volontà, di non perseguire mie idee, ma di mettermi in ascolto, con tutta quanta la Chiesa, della parola e della volontà del Signore e lasciarmi guidare da Lui, cosicché sia Egli stesso a guidare la Chiesa in questa ora della nostra storia. […] La santa inquietudine di Cristo deve animare il pastore: per lui non è indifferente che tante persone vivano nel deserto. E vi sono tante forme di deserto. Vi è il deserto della povertà, il deserto della fame e della sete, vi è il deserto dell’abbandono, della solitudine, dell’amore distrutto. Vi è il deserto dell’oscurità di Dio, dello svuotamento delle anime senza più coscienza della dignità e del cammino dell’uomo. […] pregate per me, perché io impari sempre più ad amare il Signore. Pregate per me, perché io impari ad amare sempre più il suo gregge – voi, la Santa Chiesa, ciascuno di voi singolarmente e voi tutti insieme. Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi. […] Fa’ che siamo un solo pastore ed un solo gregge! Non permettere che la tua rete si strappi ed aiutaci ad essere servitori dell’unità! […] Così, oggi, io vorrei, con grande forza e grande convinzione, a partire dall’esperienza di una lunga vita personale, dire a voi, cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita. […]

MessaInaugurazioneBenedettoXVI

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Sono quei momenti che, quando ne parli in giro, tutti sanno dire che cosa stavano facendo. Uno stava studiando, l’altro lavorando, l’altro tagliava l’erba del prato, l’altra preparava la cena… Un’umanità che stava svolgendo le sue normali attività quotidiane quand’ecco, i massmedia si fiondarono su piazza san Pietro. Perché il comignolo della Sistina aveva cominciato a fumare. Ed era bianca (anche se forse di un colore non chiarissimo). Ma l’orario inconsueto e poi il suono a festa delle campane della basilica fecero capire anche ai più dubbiosi che sì, i cardinali avevano eletto un nuovo Pontefice della Chiesa romana e universale. E poi l’attesa, l’attesa… Chi sarà? Speriamo il tale… speriamo non il tale… e giù a pronosticare come non mai. Poi si aprirono le tende della loggia delle benedizione e apparve il card. protodiacono, Jorge Arturo Medina Estevez. Il quale, con calma e voce squillante, ma senza tradire la probabile emozione, annunciò il nome. Alcuni, quando sentirono “Josephum”, capirono. Altri no. E ci volle la specificazione per togliere ogni dubbio: Ratzinger. Per tanti, moltissimi, una grande gioia. Per alcuni un entusiasmo irrefrenabile. Per altri, forse, una scelta che restava sullo stomaco. Poi il nome, imprevisto: Benedetto. Come spiegherà pochi giorni dopo il Papa stesso, scelto in onore di Benedetto XV e di san Benedetto da Norcia. Qualche istante ancora d’attesa, la croce astile ed ecco apparire davanti a tutti il primo Pontefice tedesco dopo diversi secoli. Spontaneo, sincero. Forse ancora frastornato di fronte all’enormità di quello che gli era accaduto. Fece un primo discorso breve, semplice, sereno. E probabilmente già allora riuscì a lasciare qualche primo seme nel cuore di tanti fedeli.
Da allora sono trascorsi dieci anni. Benedetto non è più Papa. Il vecchio Pontefice si è ritirato sulla montagna per pregare: per il suo successore, per la Chiesa, per tutti noi. Lo vediamo poco, ma il nostro cuore non lo ha dimenticato. La comunione di preghiera non si è spezzata. Il legame di carità neppure. Sì, Benedetto, non ti dimentichiamo. Amiamo il tuo successore, ma continuiamo ad amare anche te.

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Dio ama ognuno di noi con una profondità e intensità che non possiamo neppure immaginare. Egli ci conosce intimamente, conosce ogni nostra capacità ed ogni nostro errore. Poiché egli ci ama così tanto, egli desidera purificarci dai nostri errori e rafforzare le nostre virtù così che possiamo avere vita in abbondanza. Quando ci richiama perché qualche cosa nelle nostre vite dispiace a lui, non ci rifiuta, ma ci chiede di cambiare e divenire più perfetti. […] Dio non rifiuta nessuno. E la Chiesa non rifiuta nessuno. Tuttavia, nel suo grande amore, Dio sfida ciascuno di noi a cambiare e diventare più perfetti. (Benedetto XVI, dal Discorso ai giovani di Malta, 18 aprile 2010. Grassetto nostro)

© Mazur/www.thepapalvisit.org.uk

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Sono trascorsi oramai due anni da quel 28 febbraio in cui si concludeva il Pontificato del Sommo Pontefice Benedetto XVI. Quanto lo abbiamo amato! Meglio: quanto lo amiamo ancora! Ci riempie il cuore di tristezza ed amarezza nel leggere certi attacchi alla sua venerabile figura, che è stata gettata via da alcuni come uno straccio vecchio. Per qualche pasdaran, l’unica cosa che ha fatto di buono Papa Ratzinger è stata quella di rinunciare al mandato petrino. Insomma, togliersi dalle scatole. Fortunatamente sono ancora tanti quelli che non si dimenticano di lui e tra costoro può annoverarsi, primo tra tutti, l’attuale Santo Padre, Francesco. Proprio oggi, 88esimo compleanno del Papa emerito, il regnante Pontefice ha espresso i suoi auguri e i suoi auspici (cfr. qui):

Vorrei ricordare che oggi è il compleanno del Papa Benedetto XVI. Ho offerto la Messa per lui e anche vi invito a pregare per lui, perché il Signore lo sostenga e gli dia tanta gioia e felicità.

Anche noi, nel nostro piccolo, desideriamo fare gli auguri a Sua Santità Benedetto XVI, affinché il Signore gli conceda ancora abbondanza di anni di gioia e serenità qui tra noi.

BenedettoXVItorta

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concisto5

Regnans et emeritus.

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