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Archive for febbraio 2013

Ebbene, cari amici, qui sulle rive del Mare finisce la nostra compagnia nella Terra di Mezzo. Andate in pace! Non dirò: Non piangete – perché non tutte le lacrime sono un male” (J.R.R.Tolkien)

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die 28 februarii MMXIII, hora vigesima… consummatum est!

Il portone di Castel Gandolfo viene chiuso, le Guardie Svizzere si ritirano, il pontificato di Benedetto XVI è terminato. Certamente con qualche lacrima da parte nostra ma anche tanta gratitudine per questi otto anni sui quali avremo modo di tornare più avanti, con calma, a mente più lucida e occhi (speriamo) un po’ meno lucidi di ora…
La Sede vaca, ma la Fede non vacilla, sostenuta anche dalla preghiera incessante che Benedetto XVI, già Romano Pontefice, eleverà per ciascuno di noi fino al termine dei suoi (speriamo ancora lunghi) giorni. Una sola breve riflessione, in margine alla nuova dimensione contemplativa del Papa non più regnante, bensì orante: sono stati versati i proverbiali fiumi di inchiostro sul “precedente” creato dalla rinuncia, dicendo che i suoi Successori saranno condizionati da questa scelta. A noi pare che la rinuncia di Benedetto XVI sia stata un segnale forte – “apocalittico”, come scriveva Massimo Introvigne – proprio nella misura in cui è un evento eccezionale, non destinato a ripetersi, perché dettato da tempi estremamente duri che si spera passino presto. E se anche non fosse così, c’è un altro “precedente” che nessuno ha evidenziato: un eventuale futuro pontefice dimissionario, dovrebbe sentirsi condizionato non solo dalla rinuncia di Benedetto XVI, ma anche dall’epilogo “monastico”. Perché lui stesso nell’ultima Udienza Generale ha spiegato che anche rinunciando al pontificato non si torna indietro: “Il ‘sempre’ è anche un ‘per sempre’ – non c’è più un ritornare nel privato. La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo. Non ritorno alla vita privata, a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di san Pietro. San Benedetto, il cui nome porto da Papa, mi sarà di grande esempio in questo. Egli ci ha mostrato la via per una vita, che, attiva o passiva, appartiene totalmente all’opera di Dio“.
Insomma: Pontefice attivo o Pontefice contemplativo. Tertium non datur.

Benedetto XVI non è più Papa, ma non torna più neanche il Cardinal Ratzinger. Dalle ore 20 è “semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra. Ma vorrei ancora, con il mio cuore, con il mio amore, con la mia preghiera, con la mia riflessione, con tutte le mie forze interiori, lavorare per il bene comune e il bene della Chiesa e dell’umanità

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NON PRAEVALEBUNT

“plena libertate declaro me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commissum renuntiare ita ut a die 28 februarii MMXIII, hora 29, sedes Romae, sedes Sancti Petri vacet et Conclave ad eligendum novum Summum Pontificem ab his quibus competit convocandum esse”

“con piena libertà,dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”

 

(Benedetto XVI, Declaratio sulla rinuncia al Pontificato)

Accogliamo questa notizia con innegabile sconcerto e dispiacere ma anche piena fiducia nella Provvidenza,  e ci auguriamo che il proliferare di commenti vada di pari passo con la gratitudine, l’affetto e le preghiere per Benedetto XVI e per il suo successore.

E comunque vada…

NON PRAEVALEBUNT!

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