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Archive for agosto 2012

In sostanza, l’attaccamento alla tradizione è un bene sia spirituale e soprannaturale che un bene naturale. È una questione anche d’igiene mentale, se volete; in questo senso proprio noi vogliamo essere fedeli alla tradizione in tutti i sensi, sia a quella ecclesiastica sia a quella culturale nel senso più vasto dell’Occidente cristiano. Però quelle anime buone che vogliono coltivare e mantenere l’epoca nostra e tramandare ai posteri la più autentica Tradizione cattolica, queste anime spesso fanno questo segnalato servizio alle  tendenze più moderniste della Chiesa quando praticamente assumono la loro tesi. E quale è questa tesi dei neomodernisti? Cioè la tesi secondo cui il Concilio è una rottura con il passato. (servo di Dio p. Tomas Tyn O.P., dalla conferenza del maggio 1985)

Servo di Dio, padre Tomas Tyn OP (1950-1990)

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[…] pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo. (ven. Pio XII, dalla bolla Munificentissimus Deus, 1° novembre 1950)

 

I dogmi dell’Immacolata Concezione e dell’Assunta sono, in ordine di tempo, le luci più recenti che, per l’assistenza dello Spirito Santo, i Papi hanno fatto rifulgere sul capo della Madonna. (beato Giovanni XXIII, dal discorso del 28 agosto 1959)

 

 

Oggi, invece, siamo obbligati ad esultare, poiché nella letizia più alta ci si presenta la conclusione d’una esistenza eccezionale e privilegiata, con i fulgori di gloria, beatitudine e trionfo che il Signore ha voluto dare a questa Creatura elettissima. (servo di Dio Paolo VI, dall’omelia del 15 agosto 1964)

 

[…] la Vergine immacolata, preservata immune da ogni macchia di colpa originale finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell’universo per essere così più pienamente conforme al figlio suo, Signore dei signori (cfr. Ap 19,16) e vincitore del peccato e della morte. (Concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione dogmatica Lumen Gentium, 59, 1964)

 

 

L’Assunzione, è il trionfo non solo dell’anima limpidissima della Benedetta fra tutte le donne, ma altresì del suo corpo innocente, virgineo ed immacolato. Come il corpo di Gesù, suo Figlio, fu risuscitato, e così investito dalla divinità a cui era unito da godere d’una forma superiore di vita, così quello di Maria, la Purissima, che per virtù dello Spirito Santo aveva generato l’umanità di Cristo, raggiunse quella pienezza di perfezione che è riservata ai corpi dopo la risurrezione beata (Cfr. 1 Cor. 15, 42). (servo di Dio Paolo VI, dall’omelia del 15 agosto 1972)

 

Noi crediamo dunque con assoluta certezza che Maria santissima, Madre di Cristo e Madre nostra spirituale, è già in cielo e gode con Cristo, in anima e corpo, l’eterna felicità di Dio! Noi, che siamo ancora pellegrini su questa terra “nella condizione della lotta e dello sforzo contro il male per il progresso della grazia” (Lumen Gentium, 65), innalziamo il nostro sguardo a Maria assunta, per inebriarci della sua luce, per ascoltare il suo insegnamento, per confidare nella sua bontà, per imitare le sue virtù, nell’impegno e nell’attesa di raggiungerLa un giorno nella sua gloria! (beato Giovanni Paolo II, dall’udienza generale del 15 agosto 1987)

 

Pio XII proclama il dogma dell’Assunzione di Maria
(1° novembre 1950)

 

Vergine Madre di Cristo, veglia sulla Chiesa! Fa’ che un giorno anche noi possiamo condividere la tua stessa gloria in Paradiso, dove “oggi sei stata assunta sopra i cori degli Angeli e trionfi con Cristo in eterno” (Ant. d’inizio della Messa vespertina nella vigilia). (beato Giovanni Paolo II, dall’Angelus del 15 agosto 2003)

 

Non ci limitiamo ad ammirare Maria nel suo destino di gloria, come una persona molto lontana da noi: no! Siamo chiamati a guardare quanto il Signore, nel suo amore, ha voluto anche per noi, per il nostro destino finale: vivere tramite la fede nella comunione perfetta di amore con Lui e così vivere veramente. (Sua Santità Benedetto XVI, dall’omelia del 15 agosto 2010)

 

E’ un mistero grande quello che oggi celebriamo, è soprattutto un mistero di speranza e di gioia per tutti noi: in Maria vediamo la meta verso cui camminano tutti il coloro che sanno legare la propria vita a quella di Gesù, che lo sanno seguire come ha fatto Maria. (Sua Santità Benedetto XVI, dall’Angelus del 15 agosto 2011)

 

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Il pelagianesimo è il vero rischio del nostro tempo e neppure la Chiesa ne è immune. Esso, per la Chiesa, consiste in una predicazione che, pur di dimostrarsi d’accordo con i valori comuni e quindi con la cultura laica, si appiattisce in un umanesimo astratto che dimentica il messaggio di salvezza. […] I tempi di oggi sono uguali ai tempi in cui visse Sant’Agostino che combattè contro Pelagio. Tempi di neopaganesimo e di rifiuto del mistero: mentre è facile parlare di morale e su questo tema andare d’accordo con tutti, è molto più difficile oggi, per la Chiesa, parlare di salvezza attraverso una testimonianza vissuta. Guai se la voce della Chiesa si lascia confinare su un piano puramente intellettuale: in questo caso il rischio di pelagianesimo è concreto. La Chiesa deve restare forza viva, fedele a se stessa e al suo messaggio. (Joseph card. Ratzinger, al Meeting di CL del 1990)

L’allora card. Joseph Ratzinger, all’inizio degli anni Ottanta

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Prima sezione qui. Seconda sezione qui. Terza sezione qui. Quarta sezione qui. Articolo originale in inglese: Brian W. Harrison, “Pius IX, Vatican II and Religious Liberty” in “Living Tradition” n. 9 del gennaio 1987 (testo originale qui: http://www.rtforum.org/lt/lt9.html#II)

Le forme più virulente di protestantesimo e altri tipi di propaganda contro la Chiesa Cattolica potrebbero certamente essere legalmente vietate in accordo con le censure del Vaticano II verso le forme “disoneste” e “indegne” di sostenere la religione. Come abbiamo visto, secondo il Concilio la propaganda religiosa non dovrebbe nemmeno “sembrare di favorire” tali difetti. Ma alcune espressioni correnti di fondamentalismo trasudano attivamente “disonestà” e “indegnità”! I libri di fumetti anti-cattolici di Jack Chick, per esempio, contengono almeno una parodia della dottrina cattolica in ogni pagina. Essi accusano inoltre i gesuiti di lavare il cervello ai possibili convertiti al protestantesimo mantenendoli contemporaneamente chiusi in celle imbottite; mentre, ci vien detto, l’Azione Cattolica manda ragazze attraenti nei seminari protestanti e nelle loro congregazioni parrocchiali, stimolate dalle promesse di generose mitigazioni della loro pena in Purgatorio per ogni pastore o seminarista che riescano a sedurre e corrompere!
Anche la blasfemia è ovviamente una forma “indegna” di espressione “religiosa”. Ancora nel 1985 papa Giovanni Paolo II si è allineato con Gregorio XVI e Pio IX chiedendo di agire contro questa forma particolare di “violazione della religione cattolica”: egli ha protestato contro la proiezione pubblica a Roma del famigerato film “Ave Maria” [“Je vous salue, Marie”, ndt], anche se né lui né nessun altro ha cercato di sostenere che si trattasse di una minaccia alla “pace pubblica”.

I Padri del Vaticano II

Riassumiamo. Con il Vaticano II, la dottrina cattolica – o legge divina – rimane come è sempre stata verso le società e le autorità pubbliche di queste ultime sono moralmente obbligate ad agire, legiferare e governare in accordo coi principi della vera religione (anche il decreto conciliare sull’apostolato dei laici riafferma quest’insegnamento nel proprio articolo 13, il quale afferma che i cattolici dovrebbero “sforzarsi di permeare uno spirito cristiano nella mentalità, nei costumi, nelle leggi e nelle strutture” delle loro comunità). Questa stessa immutabile legge divina comporta il diritto e il dovere delle autorità pubbliche di sanzionare coloro che attaccano la vera religione nella misura in cui lo richiede il bene comune.

Fine quinta sezione – continua

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Anche la Chiesa deve usare il bastone del pastore, il bastone col quale protegge la fede contro i falsificatori, contro gli orientamenti che sono, in realtà, disorientamenti. Proprio l’uso del bastone può essere un servizio di amore. Oggi vediamo che non si tratta di amore, quando si tollerano comportamenti indegni della vita sacerdotale. Come pure non si tratta di amore se si lascia proliferare l’eresia, il travisamento e il disfacimento della fede, come se noi autonomamente inventassimo la fede. Come se non fosse più dono di Dio, la perla preziosa che non ci lasciamo strappare via. Al tempo stesso, però, il bastone deve sempre di nuovo diventare il vincastro del pastore – vincastro che aiuti gli uomini a poter camminare su sentieri difficili e a seguire il Signore.

(Sua Santità Benedetto XVI, dall’Omelia dell’11 giugno 2010)

Il Santo Padre Benedetto XVI

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Dobbiamo fare il possibile per formare una nuova generazione di prelati i quali si rendano conto che l’antica liturgia non costituisce un attacco al Concilio, ma una realizzazione del Concilio stesso. L’antica liturgia non è oscurantismo, non è tradizionalismo feroce […], ma è realmente il desiderio di essere nella Divinità. (Joseph card. Ratzinger)

L’allora card. Joseph Ratzinger

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Qualche tempo fa taluni ambienti cattolici (e anche diversi credenti non in piena comunione con la Sede del beato Pietro) hanno ritenuto di dover mettere in discussione l’ortodossia del neo-prefetto per la Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Gehrard Müller. E’ evidente la gravità di simili rilievi, sia perché ci si sentiva in diritto di ritenere (sulla base, oltrettutto, di alcune scarne citazioni e basta) un eretico colui che è il maggior collaboratore del Santo Padre nella promozione e difesa della Fede cattolica, sia perché – almeno implicitamente – si accusava il Papa quantomeno di non essere in grado di scegliere una figura ortodossa per una carica tanto delicata.

Mons. Gerhard Müller

Intervistato dalla tv cattolica americana EWTN, mons. Müller ha parlato anche di queste accuse. Riportiamo – in nostra traduzione – alcuni passi dell’intervista, che potete integralmente leggere nell’originale inglese qui.

Il Santo Padre non me lo ha chiesto [di accettare la nomina, ndr]. Mi ha nominato senza discuterne […] non si può dare una risposta negativa ai desideri del Santo Padre!
[The Holy Father did not ask me. He nominated me without discussion […] you cannot give a negative answer to the wishes of the Holy Father!]

E’ ancora troppo presto per parlare dell’eredità di questo pontificato, ma in un certo senso possiamo paragonare il nostro attuale Santo Padre con i grandi pontefici intellettuali della storia, come il Papa Leone Magno nel V secolo e Benedetto XIV nel XVIII secolo.
[It’s too early to speak about the legacy of this papacy, but in a certain sense we can compare our present Holy Father with the great intellectual pontiffs of history, such as Pope Leo the Great in 5th century and Benedict XIV in the 18th century.]

La nostra fede cattolica è molto chiara: alla consacrazione durante la Messa avviene un cambiamento tale per cui l’intera sostanza del pane e del vino diventano l’intera sostanza del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo e questo cambiamento è giustamente chiamato transustanziazione. E abbiamo rifiutato di accettare tutte le altre interpretazioni: consustanziazione, transfinalizzazione e così via.
[Our Catholic faith is very clear that at the consecration during Mass a change occurs so that the whole substance of the bread and wine is changed into the whole substance body and blood of Jesus Christ, and that this change is rightly called transubstantiation. And we have refused to accept all the other interpretations, consubstantiation, transignification, transfinalisation and so on.]

[Uguale chiarezza anche riguardo alla] verginità di Maria, madre di Gesù, madre di Dio, prima, durante e dopo la nascita di Cristo.
[virginity of Mary, mother of Jesus, mother of God, before, during and after the birth of Christ]

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