Feeds:
Articoli
Commenti

Preghiera monastica

La preghiera monastica ha oggi in primo luogo un “valore apologetico”, o, come anche si usa dire, “profetico”. Oggi ciò che fa più impressione nel mondo moderno è la crisi della fede. Ebbene, la preghiera monastica, come la volle san Benedetto e come in seguito venne praticata dalle varie spiritualità, è come un segno luminoso nella notte, un’oasi nel deserto delle delusioni e delle insoddisfazioni, un vascello stabile e sicuro tra le onde tempestose dei sentimenti e delle passioni. (San Giovanni Paolo II, dal Discorso alle abbadesse benedettine del 22 maggio 1980, grassetto nostro)

preghiera

Maggio è un mese amato e giunge gradito per diversi aspetti. Nel nostro emisfero la primavera avanza con tante e colorate fioriture; il clima è favorevole alle passeggiate e alle escursioni. Per la Liturgia, maggio appartiene sempre al Tempo di Pasqua, il tempo dell’“alleluia”, dello svelarsi del mistero di Cristo nella luce della Risurrezione e della fede pasquale; ed è il tempo dell’attesa dello Spirito Santo, che scese con potenza sulla Chiesa nascente a Pentecoste. Ad entrambi questi contesti, quello “naturale” e quello liturgico, si intona bene la tradizione della Chiesa di dedicare il mese di maggio alla Vergine Maria. Ella, in effetti, è il fiore più bello sbocciato dalla creazione, la “rosa” apparsa nella pienezza del tempo, quando Dio, mandando il suo Figlio, ha donato al mondo una nuova primavera. Ed è al tempo stesso protagonista, umile e discreta, dei primi passi della Comunità cristiana: Maria ne è il cuore spirituale, perché la sua stessa presenza in mezzo ai discepoli è memoria vivente del Signore Gesù e pegno del dono del suo Spirito. (Benedetto XVI, dal Regina Caeli del 9 maggio 2010, grassetto nostro)

Lello-Madonna50

Pope Francis blesses the crowd at the Christmas Eve Mass at St. Peter's Basilica, on Tuesday at the Vatican.“Oggi le Chiese e le Comunità ecclesiali in Europa si trovano ad affrontare sfide nuove e decisive, alle quali possono dare risposte efficaci solo parlando con una voce sola. Penso, per esempio, alla sfida posta da legislazioni che, in nome di un principio di tolleranza male interpretato, finiscono con l’impedire ai cittadini di esprimere liberamente e praticare in modo pacifico e legittimo le proprie convinzioni religiose

(Papa Francesco, 7 maggio 2015)

“La legislazione che protegge minuziosamente la libertà strangola le libertà” (Nicolás Gómez Dávila)

In questi giorni la Corte Suprema degli Stati Uniti sta discutendo l’opportunità di permettere, in tutto il territorio statunitense, il cosiddetto “matrimonio gay”. Una decisione di questo tipo, se adottata, potrebbe avere conseguenze devastanti non solo all’interno degli USA, ma anche all’estero, poiché il prestigio di cui essi ancora godono potrebbe portare, a cascata, altri Stati ed altre istituzioni a compiere passi nella medesima direzione. Invitiamo quindi i nostri lettori a pregare il Signore affinché questo abominio sia evitato. Lo Spirito Paraclito illumini le menti dei giudici, in modo che siano rispettati i comandamenti dell’Onnipotente.

preghiera

La testimonianza più persuasiva della benedizione del matrimonio cristiano è la vita buona degli sposi cristiani e della famiglia. Non c’è modo migliore per dire la bellezza del sacramento! Il matrimonio consacrato da Dio custodisce quel legame tra l’uomo e la donna che Dio ha benedetto fin dalla creazione del mondo; ed è fonte di pace e di bene per l’intera vita coniugale e familiare. (Papa Francesco, dall’Udienza Generale del 29 aprile 2015, grassetto nostro)

UdienzaGeneraleFrancesco

Dieci anni fa si teneva la Santa Messa per l’inizio del ministero petrino di Benedetto XVI. In quell’occasione, Papa Ratzinger tenne un’omelia molto importante. Ne ripercorriamo assieme alcuni punti (il testo integrale potete trovarlo qui)(grassetto nostro):

[…] io debole servitore di Dio devo assumere questo compito inaudito, che realmente supera ogni capacità umana. […] non sono solo. Non devo portare da solo ciò che in realtà non potrei mai portare da solo. La schiera dei santi di Dio mi protegge, mi sostiene e mi porta. E la Vostra preghiera, cari amici, la Vostra indulgenza, il Vostro amore, la Vostra fede e la Vostra speranza mi accompagnano. […] Sì, la Chiesa è viva – questa è la meravigliosa esperienza di questi giorni. Proprio nei tristi giorni della malattia e della morte del Papa questo si è manifestato in modo meraviglioso ai nostri occhi: che la Chiesa è viva. E la Chiesa è giovane. Essa porta in sé il futuro del mondo e perciò mostra anche a ciascuno di noi la via verso il futuro. […] Il mio vero programma di governo è quello di non fare la mia volontà, di non perseguire mie idee, ma di mettermi in ascolto, con tutta quanta la Chiesa, della parola e della volontà del Signore e lasciarmi guidare da Lui, cosicché sia Egli stesso a guidare la Chiesa in questa ora della nostra storia. […] La santa inquietudine di Cristo deve animare il pastore: per lui non è indifferente che tante persone vivano nel deserto. E vi sono tante forme di deserto. Vi è il deserto della povertà, il deserto della fame e della sete, vi è il deserto dell’abbandono, della solitudine, dell’amore distrutto. Vi è il deserto dell’oscurità di Dio, dello svuotamento delle anime senza più coscienza della dignità e del cammino dell’uomo. […] pregate per me, perché io impari sempre più ad amare il Signore. Pregate per me, perché io impari ad amare sempre più il suo gregge – voi, la Santa Chiesa, ciascuno di voi singolarmente e voi tutti insieme. Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi. […] Fa’ che siamo un solo pastore ed un solo gregge! Non permettere che la tua rete si strappi ed aiutaci ad essere servitori dell’unità! […] Così, oggi, io vorrei, con grande forza e grande convinzione, a partire dall’esperienza di una lunga vita personale, dire a voi, cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita. […]

MessaInaugurazioneBenedettoXVI

[…] la consacrazione di se stessi a Dio nella vita religiosa, non è una alienazione inutile e dannosa, non è una negazione dei valori sani della personalità, non è un abdicare vile e tremebondo alle responsabilità dell’impegno attivo per il bene dei fratelli; ma è un dono, un’offerta di sé, una risposta d’amore a Dio, che trabocca nel servizio del prossimo: è un fiorire all’esterno di una interiorità ricca e inestinguibile, come la splendida corolla di un fiore attesta la segreta presenza della linfa vivificatrice. (beato Paolo VI, dal Discorso alle religiose ospedaliere, 23 aprile 1965, grassetto nostro)

PaulusVI

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 65 follower