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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Una lotta bellissima

“La vita è una milizia. La vita cristiana è una lotta, una lotta bellissima, perché quando il Signore vince in ogni passo della nostra vita, ci dà una gioia, una felicità grande: quella gioia che il Signore ha vinto in noi, con la sua gratuità di salvezza” (Papa Francesco, omelia mattutina a Casa Santa Marta, 30 ottobre 2014)

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“Vivamos la milicia del cristianismo con buen humor de guerrillero, no con hosquedad de guarnición sitiada – Viviamo la milizia cristiana con l’allegria del guerrigliero, non con l’astio della guarnigione assediata” ( Nicolás Gómez Dávila)

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Ritorniamo in puntuale ritardo sul Sinodo appena concluso (in attesa del secondo round nel 2015), dove con buona pace di quanti gli attribuivano questa o quella presa di posizione, il Santo Padre non è entrato nel merito della discussione sulla famiglia. Ha invece preferito soffermarsi – significativamente – sul ruolo del Successore di Pietro. E’ un buon promemoria per ricordarci che in definitiva la Chiesa non è un parlamento dove si decide “a cielo chiuso”, in base ai voti di questa o quella maggioranza, perché in essa il cielo è aperto e parla per bocca di Pietro, che una volta firmava “Ioannes Paulus”, poi “Benedictus” e ora “Franciscus”. Per non farci travolgere o disorientare dalla marea di opinioni, basta cercare la firma di Pietro. Diffidare dalle imitazioni.

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Dal Discorso del Santo Padre Francesco per la conclusione della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, 18-10-2014:

Parliamo un po’ del Papa, adesso, in rapporto con i vescovi… Dunque, il compito del Papa è quello di garantire l’unità della Chiesa; è quello di ricordare ai pastori che il loro primo dovere è nutrire il gregge – nutrire il gregge – che il Signore ha loro affidato e di cercare di accogliere – con paternità e misericordia e senza false paure – le pecorelle smarrite. Ho sbagliato, qui. Ho detto accogliere: andare a trovarle.

Il suo compito è di ricordare a tutti che l’autorità nella Chiesa è servizio (cf. Mc 9, 33-35) come ha spiegato con chiarezza Papa Benedetto XVI, con parole che cito testualmente: «La Chiesa è chiamata e si impegna ad esercitare questo tipo di autorità che è servizio, e la esercita non a titolo proprio, ma nel nome di Gesù Cristo … attraverso i Pastori della Chiesa, infatti, Cristo pasce il suo gregge: è Lui che lo guida, lo protegge, lo corregge, perché lo ama profondamente. Ma il Signore Gesù, Pastore supremo delle nostre anime, ha voluto che il Collegio Apostolico, oggi i Vescovi, in comunione con il Successore di Pietro … partecipassero a questa sua missione di prendersi cura del Popolo di Dio, di essere educatori nella fede, orientando, animando e sostenendo la comunità cristiana, o, come dice il Concilio, “curando, soprattutto che i singoli fedeli siano guidati nello Spirito Santo a vivere secondo il Vangelo la loro propria vocazione, a praticare una carità sincera ed operosa e ad esercitare quella libertà con cui Cristo ci ha liberati”(Presbyterorum Ordinis, 6) … è attraverso di noi – continua Papa Benedetto – che il Signore raggiunge le anime, le istruisce, le custodisce, le guida. Sant’Agostino, nel suo Commento al Vangelo di San Giovanni, dice: “Sia dunque impegno d’amore pascere il gregge del Signore” (123,5); questa è la suprema norma di condotta dei ministri di Dio, un amore incondizionato, come quello del Buon Pastore, pieno di gioia, aperto a tutti, attento ai vicini e premuroso verso i lontani (cf. S. Agostino, Discorso 340, 1; Discorso 46, 15), delicato verso i più deboli, i piccoli, i semplici, i peccatori, per manifestare l’infinita misericordia di Dio con le parole rassicuranti della speranza (cf. Id., Lettera 95, 1)» (Benedetto XVI, Udienza Generale, Mercoledì, 26 maggio 2010).

Quindi, la Chiesa è di Cristo – è la Sua Sposa – e tutti i vescovi, in comunione con il Successore di Pietro, hanno il compito e il dovere di custodirla e di servirla, non come padroni ma come servitori. Il Papa, in questo contesto, non è il signore supremo ma piuttosto il supremo servitore – il “servus servorum Dei”; il garante dell’ubbidienza e della conformità della Chiesa alla volontà di Dio, al Vangelo di Cristo e alla Tradizione della Chiesa, mettendo da parte ogni arbitrio personale, pur essendo – per volontà di Cristo stesso – il “Pastore e Dottore supremo di tutti i fedeli” (Can. 749) e pur godendo “della potestà ordinaria che è suprema, piena, immediata e universale nella Chiesa” (cf. Cann. 331-334).

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Cum Petro et sub Petro

Dopo mesi di silenzio dovuti ai tanti impegni dei curatori di questo blog, ritorniamo con un post altrettanto silenzioso sul Sinodo per la famiglia in corso fino al 19 ottobre. Eh sì, perché con i fiumi di inchiostro (sia pur virtuale) quotidianamente versati sull’argomento, ci si potrebbe riempire il Tevere – come peraltro accade ad ogni evento ecclesiale, che sia un concilio, un sinodo, un conclave, la cui eco mediatica tende sistematicamente ad oscurare l’evento reale, più che a descriverlo. Poiché in un mondo in cui tutti sono cattolici adulti ed esperti di dottrina e pastorale (così come tutti sono esperti di calcio), noi vogliamo restare cattolici bambini e fidarci della “Santa Madre Chiesa gerarchica” (felice formula ignaziana che spesso ricorre sulle labbra del pontefice gesuita), ora che il Sinodo è iniziato preferiamo 1) pregare per il Sinodo; 2) astenerci dal leggere e scrivere commenti inutili e 3) ricordare l’unica cosa che nessuno ricorda: “il Sinodo si svolge sempre cum Petro et sub Petro, e la presenza del Papa è garanzia per tutti e custodia della fede” (Papa Francesco, saluto ai padri sinodali).

Vatican Family

P.S. Se però avete proprio tanta voglia di leggere qualcosa di bello sul Sinodo, vi consigliamo questa Lettera di Costanza Miriano: Cari Padri Sinodali…

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In una delle recenti Udienze generali dedicate ai sacramenti Papa Francesco ha parlato dell’Eucaristia. Vi invitiamo a leggere l’intera catechesi del 5 febbraio e intanto segnaliamo alcuni passaggi su cui non si rifletterà mai abbastanza…

 

“Sulla mensa c’è una croce, ad indicare che su quell’altare si offre il sacrificio di Cristo: è Lui il cibo spirituale che lì si riceve, sotto i segni del pane e del vino”

 

“Parola e Pane nella Messa diventano un tutt’uno, come nell’Ultima Cena, quando tutte le parole di Gesù, tutti i segni che aveva fatto, si condensarono nel gesto di spezzare il pane e di offrire il calice, anticipo del sacrificio della croce, e in quelle parole: Prendete, mangiate, questo è il mio corpo … Prendete, bevete, questo è il mio sangue”

 

“Dunque la celebrazione eucaristica è ben più di un semplice banchetto: è proprio il memoriale della Pasqua di Gesù, il mistero centrale della salvezza. «Memoriale» non significa solo un ricordo, un semplice ricordo, ma vuol dire che ogni volta che celebriamo questo Sacramento partecipiamo al mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo

 

“Cari amici, non ringrazieremo mai abbastanza il Signore per il dono che ci ha fatto con l’Eucaristia! E’ un dono tanto grande e per questo è tanto importante andare a Messa la domenica”

 

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“Montano italico cattolico romano” si definisce Giovanni Lindo Ferretti. Vi raccomandiamo la lettura di Barbarico, ultima opera del cantore della montagna, dei cavalli e della gloria di Dio, dove troverete questa e altre riflessioni:

Il bello della Chiesa Cattolica, la sua forza contenuta o dirompente è il Santo Padre, immagine di Cristo sulla Terra, e bisogna riconoscere che i signori Cardinali, nel tempo di mia vita posso testimoniarlo, lavorano bene nell’obbligo del Conclave ma tutti confidiamo nello Spirito Santo. Per il Santo Padre, con il Santo Padre bisogna pregare, tutto il resto è diceria clericale o idolatrica nell’alternarsi delle mode
(Giovanni Lindo Ferretti)

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Continua il “viaggio in Inghilterra” di Papa Francesco. Dopo la citazione di Gilbert Keith Chesterton, nell’omelia di qualche giorno fa sulle “idee cristiane impazzite” (leggi qui), questa volta tocca al grande convertito e poi cardinale, John Henry Newman, beatificato da Benedetto XVI nel 2009.

La preghiera pronunciata ieri dal Santo Padre, durante l’omaggio all’Immacolata in piazza di Spagna, riecheggiava quella “luce gentile” cara al beato John Henry Newman:

“Tu sei la Tutta Bella, o Maria!
In Te è la gioia piena della vita beata con Dio. 
Fa’ che non smarriamo il significato del nostro cammino terreno:
la luce gentile della fede illumini i nostri giorni,
la forza consolante della speranza orienti i nostri passi,
il calore contagioso dell’amore animi il nostro cuore,
gli occhi di noi tutti rimangano ben fissi là, in Dio, dove è la vera gioia”

(Papa Francesco, Omaggio all’Immacolata 8 dicembre 2013)

 

Provate a confrontarla con questi versi:

“Conducimi tu, luce gentile
conducimi nel buio che mi stringe;
la notte è scura la casa è lontana,
conducimi tu, luce gentile.
Tu guida i miei passi, luce gentile
non chiedo di vedere assai lontano
mi basta un passo solo il primo passo
conducimi avanti luce gentile.
Non sempre fu così, te ne pregai
perché tu mi guidassi e conducessi
da me la mia strada io volli vedere
adesso tu mi guidi luce gentile.
Io volli certezze dimentica quei giorni,
purché l’amore tuo non m’abbandoni
finché la notte passi, tu mi guiderai,
sicuramente a te luce gentile.
Conducimi tu, luce gentile
conducimi nel buio che mi stringe;
la notte è scura la casa è lontana,
conducimi tu, luce gentile.”
(John Henry Newman)

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Rivolti al Signore…

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“il cristiano, quello che si sente guardato dal Signore, con quello sguardo tanto bello, amato dal Signore e amato sino alla fine. Sente… Il cristiano sente che la sua vita è stata salvata per il sangue di Cristo.” (Papa Francesco, S.Messa all’altare del beato Giovanni Paolo II nella Basilica Vaticana, 31 ottobre 2013)

 

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