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Archive for marzo 2012

Per principio la Chiesa è sempre chiamata al rinnovamento, a comprendere e a vivere in misura sempre più ricca il messaggio che Cristo le ha affidato e che lo Spirito custodisce, illumina, vivifica per ogni anima.
Di ciò è custode un metodo ed un criterio che ha nel Romano Pontefice e nei Vescovi in comunione gerarchica con Lui il suo fondamento e di cui la teologia ha elaborato nei secoli le regole, fedele alle parole degli Apostoli: nihil innovetur, nisi quod traditum est. La Chiesa si rinnova in una continua fedeltà e rappresenta così il punto fermo del cammino della storia universale.

(Card. Giuseppe Siri, da Premessa a “Renovatio”, 1966)

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È chiaro che la Chiesa vive ed opera per continuare e diffondere la missione stessa di Cristo. L’idea fondamentale, che presiede a tutta la dottrina sulla Chiesa, è quella della continuazione. [...] Ma questa continuità non è puramente statica, immobile, conservatrice. La Chiesa non è un’istituzione chiusa in se stessa, e sollecita soltanto di difendersi e di conservarsi. La Chiesa è nata per dare testimonianza [...]

(Servo di Dio Paolo VI, dall’Udienza generale del 27 luglio 1966)

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Liturgia e gioia

[...] la Liturgia è il luogo per eccellenza in cui si esprime la gioia che la Chiesa attinge dal Signore e trasmette al mondo. Ogni domenica, nell’Eucaristia, le comunità cristiane celebrano il Mistero centrale della salvezza: la morte e risurrezione di Cristo. E’ questo un momento fondamentale per il cammino di ogni discepolo del Signore, in cui si rende presente il suo Sacrificio di amore; è il giorno in cui incontriamo il Cristo Risorto, ascoltiamo la sua Parola, ci nutriamo del suo Corpo e del suo Sangue.

(Sua Santità Benedetto XVI, dal Messaggio per la XXVII Giornata Mondiale della Gioventù 2012)

© Mazur/www.thepapalvisit.org.uk

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Ogni cammino d’evangelizzazione ha inizio non con l’elaborazione di piani pastorali o progetti accademici delle facoltà teologiche, e neppure attraverso un’auspicabile copertura del territorio da parte dei media [...] Sono infatti i discepoli, intesi personalmente e comunitariamente, che vengono prima degli uffici pastorali, prima delle facoltà teologiche, prima della rete mediatica [...]

(Mons. Francesco Moraglia, patriarca di Venezia. Dall’omelia della Messa di inizio del ministero episcopale a Venezia)

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Non raramente il Vaticano II ha avuto una cattiva interpretazione. Probabilmente ciò è dovuto anche al fatto che esso ha promulgato tanti documenti di cui non sempre si tiene presente la natura diversa e la diversa autorevolezza. I concili ecumenici vanno sempre visti all’interno della vita della Chiesa. È sbagliato pensare che siano un avvenimento a sé. Tradizione vuol dire vita e la vita è continuità nello sviluppo.

 

(Card. Carlo Caffarra, da Alessandra Borghese – Carlo Caffarra, La verità chiede di essere conosciuta, Milano, Rizzoli, 2009, p. 74)

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Il Concilio Vaticano II è stato e continua ad essere un autentico segno di Dio per i nostri tempi. Se sappiamo leggerlo e riceverlo all’interno della Tradizione della Chiesa e sotto la guida sicura del Magistero, esso diverrà ogni giorno di più una grande forza per l’avvenire della Chiesa [...] [possiamo] meglio conoscere i testi che i Padri Conciliari ci hanno lasciati in eredità, testi che non hanno perduta nulla del loro valore, al fine di assimilarli e da farne nascere dei frutti per l’oggi. Questo rinnovamento, che si situa nella continuità, assume molteplici forme e l’anno della fede, che ho voluto proporre a tutta la Chiesa per quest’occasione, deve permettere di rendere più cosciente la nostra fede e di ravvivare la nostra adesione al Vangelo.

Le Concile Vatican II a été et demeure un authentique signe de Dieu pour notre temps. Si nous savons le lire et le recevoir à l’intérieur de la Tradition de l’Église et sous la direction sûre du Magistère, il deviendra toujours plus une grande force pour l’avenir de l’Église [...] il nous est ainsi donné de pouvoir mieux connaître les textes que les Pères Conciliaires nous ont laissés en héritage et qui n’ont rien perdu de leur valeur, afin de les assimiler et d’en faire produire des fruits pour aujourd’hui. Ce renouveau, qui se situe dans la continuité, prend de multiples formes et l’année de la foi, que j’ai voulu proposer à toute l’Église en cette occasion, doit permettre de rendre notre foi plus consciente et de raviver notre adhésion à l’Évangile.

(Sua Santità Benedetto XVI, dal Videomessaggio del Santo Padre all’incontro nazionale della Chiesa di Francia per i 50 anni dall’apertura del Concilio Vaticano II)

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Da un post degli eccellenti monaci benedettini di Norcia veniamo a conoscenza della meritoria iniziativa del vescovo di Foligno, mons. Gualtiero Sigismondi, il quale – nell’intento di avvicinare i fedeli alle ricchezze della forma extra-ordinaria del rito romano – ha promosso la celebrazione mensile della Santa Messa solenne secondo il Messale del beato Giovanni XXIII. L’Eucarestia viene celebrata nella chiesa di santa Maria Infraportas alle ore 10. Quest’apostolato è stato affidato ai benedettini di Norcia, ma è degno di lode il fatto che solitamente mons. Sigismondi assista personalmente alla celebrazione: un limpido esempio di apertura e sollecitudine pastorale, possiamo dire.
Preghiamo il Signore, per l’intercessione della Sua beatissima Madre, di voler concedere alla Sua Santa Chiesa sempre più pastori attenti e disponibili verso le legittime sensibilità dei fedeli.

© Diocesi di Foligno

Chi è monsignor Sigismondi? Egli nasce a Bastia Umbra (PG) il 25 febbraio 1961 e viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1986. Il 12 settembre 2008 è stato consacrato vescovo e dal 5 ottobre dello stesso anno ha cominciato il suo servizio presso la diocesi di Foligno (informazioni tratte dal sito diocesano).

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