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“La Chiesa è, tanto prima quanto dopo il Concilio, la stessa Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica in cammino attraverso i tempi” (Benedetto XVI)

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Fraterna emendatio

febbraio 27, 2012 di continuitas

In un’intervista dell’ormai lontano 2006, mons. Fernando Arêas Rifan, amministratore apostolico dell’Amministrazione Apostolica Personale San Giovanni Maria Vianney (con sede a Campos, in Brasile), ha esposto alcune interessanti osservazioni riguardo riguardo ai rischi nei quali rischiano di cadere i “tradizionalisti”. Non riportiamo questi pensieri in spirito di contrapposizione e neppure coll’intento di giudicare la coscienza del prossimo, ma piuttosto nell’ottica del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2012, il cui tema annuale (“Prestiamo attenzione gli uni agli altri per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone” Eb 10,24) richiama anche l’importante opera di misericordia spirituale che è “la correzione fraterna in vista della salvezza eterna” (come afferma il Sommo Pontefice).
Queste osservazioni possono comunque essere utile spunto di riflessione per ogni cattolico, qual che sia la sua personale sensibilità.

Ma, per amor di verità, ho raccolto anche i sette peccati capitali dei tradizionalisti, cioè le tentazioni ed i pericoli in cui essi possono cadere – e talvolta cadono:

1. Orgoglio – sentire di avere una qualche esclusiva e personale conoscenza della verità, idea settaria di essere i soli Cattolici, i salvatori della Chiesa.

2. Sistematica mancanza di carità – “Guardate come si odiano gli uni gli altri” Questo è il contrario di ciò che i pagani dicevano dei primi Cristiani. L’arte di trasformare i propri amici in nemici. Lo spirito di divisione.

3. Giudizio avventato – Spirito del sospetto. Teoria della cospirazione.

4. Diffusione di scandali – Critica come sistema. Ministero della critica.

5. Spirito di contestazione – Disobbedienza sistematica. Indipendenza verso la gerarchia e il Magistero della Chiesa.

6. Spirito settario – “nessuna salvezza fuori di noi”.

7. Pessimismo – contro la speranza cristiana (In spe gaudentes). In un certo qualmodo, soddisfazione nell’anomalia della propria posizione – e negli errori della parte umana della Chiesa – come se ciò possa giustificare la propria posizione.

Mons. Rifan con Benedetto XVI (© juventutemniteroi.wordpress.com)

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Pubblicato in Benedetto XVI, Mons. Rifan, Unità dei cristiani |

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