Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for luglio 2011

Il Concilio di Firenze

Tra qualche giorno ricorrerà una data significativa per la storia della Chiesa: ben 580 anni fa, il 23 luglio 1431, infatti, si apriva il Concilio di Basilea-Ferrara-Firenze (così denominato per le tre sedi in cui si tennero i lavori conciliari).

Convocato inizialmente da papa Martino V nel 1431 (poco prima della morte), ebbe un difficile inizio di lavori a Basilea, a causa della volontà di alcuni Padri di introdurre nella Chiesa l’erronea dottrina del conciliarismo (per la quale il Concilio è superiore al Papa). Per questa ragione il successore di papa Colonna, Eugenio IV, decise di trasferire la sede dei lavori conciliari a Ferrara (anno 1438). Mentre i Padri ortodossi si spostavano in Italia, gli altri rimasero a Basilea e lì diedero vita ad un piccolo scisma, che avrebbe afflitto per qualche tempo la Chiesa. A Ferrara, intanto, si tennero importanti colloqui con diversi rappresentanti orientali (tra i quali spiccavano l’imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo e il noto erudito – poi cardinale – Bessarione) in vista di una ricomposizione dello scisma d’Oriente, che perdurava da quasi 4 secoli (anno 1054).

Dopo un nuovo trasferimento dei lavori a Firenze (1439), si giunse ad un accordo per il ritorno nella Chiesa degli orientali (gli ultimi documenti vennero prodotti nel 1445): purtroppo tutto ciò rimase alquanto aleatorio e la ricomposizione finì coll’essere in parte effimera, anche se diverse comunità decisero di ritornare nella Chiesa Cattolica. Il Concilio, nei decreti per la riunificazione, ribadì importanti verità della fede cattolica (ad esempio, per quanto concerne i Sacramenti).

Read Full Post »

Requiem (in rito antico) per l’arciduca

Nel corso della camera ardente dell’arciduca Otto d’Asburgo (figlio del beato Carlo I) e di sua moglie Regina nella Chiesa dei Cappuccini a Vienna, è stata celebrata una messa da requiem in rito antico:

Oggi alle 15 i solenni funerali (in forma ordinaria) nel Duomo di Santo Stefano. Alle 17 avrà inizio il corteo funebre verso la Cripta dei Cappuccini, estrema dimora degli imperatori della Casa d’Austria, la cui porta si aprirà – secondo la consuetudine asburgica – solo quando, deposto ogni titolo aristocratico a chiedere di entrare sarà semplicemente “il peccatore Otto”.

Read Full Post »

Il Primo Concilio di Costantinopoli

Il 9 luglio dell’anno 381 si concludeva, dopo un paio di mesi di lavori, il Primo Concilio di Costantinopoli (cronologicamente, il secondo nella lista dei Concili Ecumenici accettati dalla Chiesa Cattolica, dopo il Concilio di Nicea del 325). Vi parteciparono quasi 200 vescovi, in gran parte espressione della retta fede cattolica (solo alcune decine possono essere ricondotti a posizioni eretiche). Fu presieduto da tre santi: inizialmente da san Melezio di Antiochia (fino alla morte), poi da una “colonna dell’ortodossia” (nota 1) come san Gregorio Nazianzeno, assieme con san Nettario di Costantinopoli.
Nonostante i vescovi partecipanti provenissero esclusivamente dalla parte orientale dell’Impero, ma esso divenne comunque espressione del patrimonio di fede di tutta la Chiesa Cattolica.
La decisione più importante del Concilio fu una chiara e netta affermazione della divinità dello Spirito Santo, con la condanna di ogni forma di arianesimo (già rigettato a Nicea)(nelle sue varie correnti), macedonianismo (nota 2) e apollinarismo (nota 3).
In merito a questo grande Concilio, il beato Giovanni Paolo II ha detto che (grassetto nostro)

Esso, come ho sottolineato fin dall’alba del nuovo anno nella Basilica di San Pietro, «dopo il Concilio di Nicea fu il secondo Concilio Ecumenico della Chiesa… al quale dobbiamo il “Credo” che è recitato costantemente nella liturgia. Un’eredità particolare di quel Concilio è la dottrina sullo Spirito Santo così proclamata nella liturgia latina: «”Credo in Spiritum Sanctum, Dominum et vivificantem… qui cum Patre et Filio simul adoratur et conglorificatur, qui locutus est per prophetas”» («L’Osservatore Romano», 2-3 gennaio 1981).
[…] l’insegnamento del Concilio Costantinopolitano I [è] tuttora l’espressione dell’unica fede comune della Chiesa e di tutto il cristianesimo. Confessando questa fede – come facciamo ogni volta che recitiamo il «Credo» – [...] noi vogliamo mettere in rilievo ciò che ci unisce con tutti i nostri fratelli, nonostante le divisioni avvenute nei secoli. Facendo questo [...], noi ringraziamo Dio per la Verità del Signore, che, grazie all’insegnamento di quel Concilio, illumina le vie della nostra fede, e le vie della vita in virtù della fede. […] si tratta non soltanto di ricordare una formula di fede, che è in vigore da sedici secoli nella Chiesa, ma al tempo stesso di rendere sempre più presente al nostro spirito, nella riflessione, nella preghiera, nel contributo della spiritualità e della teologia, quella forza personale divina che da la vita, quel Dono ipostatico – «Dominum et Vivificantem» – quella Terza Persona della Santissima Trinità che in questa fede viene partecipata dalle singole anime e dalla Chiesa tutta. Lo Spirito Santo continua a vivificare la Chiesa, e a spingerla sulle vie della santità e dell’amore. (nota 4)

Questi grandi eventi del passato non sono morti: essi continuano a produrre nella Chiesa Cattolica fecondi e vitali apporti. La nostra fede è la medesima di quei Padri ortodossi: siamo vicini ad essi ed essi sono vicini a noi. Non possiamo quindi che ringraziare il Signore per quel straordinario Concilio, alla cui scuola ci poniamo con deferenza e fiducia.

(nota 1) Cfr. Benedetto XVI, Udienza Generale del 29 agosto 2007, http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2007/documents/hf_ben-xvi_aud_20070829_it.html
(nota 2) Eresia che considerava lo Spirito Santo non consustanziale al Padre ed al Figlio e quindi a loro subordinato.
(nota 3) Eresia che sminuiva la natura umana di Cristo.
(nota 4) Cfr. Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica A Concilio Constantinopolitano, 1981, 1 – http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_25031981_a-concilio-constantinopolitano-i_it.html

Read Full Post »

Un’ora di adorazione per Benedetto XVI

Il 29 giugno se ne sarebbero ricordati tutti, ma ora che sono passati due giorni ci pensiamo noi a ricordarvelo, poiché “la maledizione degli uomini è che essi dimenticano” (Excalibur): per il suo 60° anniversario di sacerdozio regaliamo al Papa un’ora di adorazione davanti al Ss.mo Sacramento.

Il cardinal Piacenza ha chiesto sessanta ore a tutte le diocesi: ciascuno nel suo piccolo è invitato ad aderire all’appello. E non dimentichiamo di pregare per Benedetto XVI durante la S. Messa di domenica. Il Papa sul suo inginocchiatoio depone il peso del mondo intero, inclusi i nostri pesi. Facciamoci carico anche noi delle sue preghiere, rafforzando quel sentire cum Ecclesia (cioè cum Petro) che dovrebbe essere la caratteristica di ogni cattolico.

Cari amici – in questo momento io posso dire soltanto: pregate per me, perché io impari sempre più ad amare il Signore. Pregate per me, perché io impari ad amare sempre più il suo gregge – voi, la Santa Chiesa, ciascuno di voi singolarmente e voi tutti insieme. Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi. Preghiamo gli uni per gli altri, perché il Signore ci porti e noi impariamo a portarci gli uni gli altri” (Benedetto XVI, omelia per l’inizio del pontificato)

 

Read Full Post »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 62 follower